| Data | 05/04/2025 |
| Luogo | Val San Nicolò |
| Difficoltà | Molto difficile con passaggi estremamente difficili. |
Compagno di cordata :Morena
Risalita la cavità su fondo sabbioso e scivoloso ci avviciniamo all’attacco che si sviluppa in un tratto piuttosto angusto. Risaliamo un impegnativo camino dopo i primi metri verticali, pieghiamo verso destra su un tratto più inclinato . Usciamo dal camino con un crescente sforzo vista la mancanza di appigli naturali e raggiungiamo un traverso verso sinistra . Aggirato uno spigolo, partiamo in verticale in un tratto impegnativo che si sviluppa in un nuovo camino da percorrere in spaccata. Passato questo tratto saliamo un tratto più appoggiato su una rampa diagonale fino a un grosso masso dove risaliamo una stretta fessura. Iniziamo risalendo prima un masso privo di appigli ma con qualche staffa artificiale e poi in diagonale su un difficile camino da risalire per una decina di metri. Alcune staffe ci sostengono in questa salita sebbene siano posizionate sul lato destro del camino e questo tenda a far sbandierare verso l’esterno obbligandoci a far forza con le braccia per procedere. Usciamo dall’impegnativo camino e affrontiamo in diagonale verso destra un difficile traverso che si percorre su doppio ponte. I piedi poggiano su una fune metallica abbastanza lasca che, combinata con la pendenza strapiombante del traverso, rende il passaggio molto impegnativo e atletico. Può essere utile in questo passaggio una fettuccia o un rinvio per poter sostare qualora la forza mancasse. Percorriamo una cengia prativa che ci collega al secondo tratto dove è presente anche una via di fuga. Entrati dentro la grossa gola saliamo alcune facili roccette e percorriamo una breve cengia verso sinistra prima di iniziare a salire verticalmente. Questo passaggio rimane di difficoltà sostenuta ma la roccia è più frastagliata offrendo la possibilità di trovare alcuni appigli per le mani e i piedi cosa decisamente positiva vista la fatica accumulata nella prima sezione della ferrata. Troviamo anche alcuni pioli nei tratti più lisci. Proseguiamo la salita verticale risalendo una fessura inizialmente sulla destra e successivamente sulla sinistra. Guadagniamo quota ed esposizione tuttavia il tratto verticale è piacevole ci permette di procedere in larga parte utilizzando il cavo come equilibrio evitando di trazionare eccessivamente. Proseguiamo in verticale con un ultimo tratto più povero di appigli fino a raggiungere un terrazzino dove sostare e osservare la notevole esposizione colmata. Dal terrazzino risaliamo una placca che ci conduce fuori dalla gola su un ampio terrazzo su cui è possibile sostare prima dell’ultimo tratto. Raggiungiamo una balcone panoramico da dove percorriamo un traverso ascendente verso sinistra oltre il quale alcune staffe ci fanno guadagnare un balzo su parete liscia. Siamo negli ultimi metri della ferrata.











