Data06/09/2025
luogoMonte Baldo
Difficolta’EEA

Viene descritta l’Alta via del monte Baldo lungo il percorso definito integrale,
Caprino – rif. Telegrafo 6 ore ( dislivello 1800 m.),
rif. Telegrafo – rif. Altissimo 6 ore( dislivello 750 m.),
rif. Altissimo – Nago 5 ore e mezza.Da Caprino dirigersi lungo una strada asfaltata in direzione Gaole ed in seguito imboccare il sentiero n°662, che conduce al rifugio Telegrafo. Il percorso è segnalato con bollini bianco-rossi e attraversa un bellissimo bosco intervallato da piccole radure.E’ possibile abbandonare il sentiero e sormontare due piccole cime: Monte Sparavero (1516 m.) e Punta di Naole (1659 m.), per scendere alla bocchetta omonima, dove nei pressi è presente un forte risalente alla grande guerra, ancora in buone condizioni. Compaiono ora alla vista due rifugi: Fiori del Baldo e Chierego, quasi adiacenti ad una seggiovia attualmente chiusa. In seguito è possibile salire altre due cime: Vetta delle Buse (2152 m.) e Punta Sascaga (2136 m.). Per l’apertura del rifugio Telegrafo occorre informarsi telefonicamente. Esiste comunque il locale invernale con sei posti letto. Il monte Telegrafo (2200 m.) è non molto distante dal rifugio.  Cambia il segnavia che diventa n°651 ed in qualche bivio sono presenti anche cartelli indicatori. Per salire sulla Cima di Valdritta (2218 m.) occorre effettuare una deviazione a sinistra salendo per un quasi 200 metri, ma ne vale la pena poiché è un buon punto osservazione, rimarcato da una croce di vetta in metallo. Si può scendere qualche metro per visitare ciò che rimane degli appostamenti militari costruiti dagli austriaci nella prima guerra mondiale.Per proseguire sull’alta via occorre tornare indietro e riprendere il sentiero. Qui inizia l’unico tratto che classifica il tragitto EE, cioè adatto ad escursionisti esperti; un breve passaggio su roccia facilitato dalla presenza di una lunga catena, buon aiuto in caso di pioggia, ghiaccio o neve. Una parte molto breve rispetto a tutto il percorso, che quindi riprende con facile sentiero, tagliando a mezza costa la Cima di Longino e proseguendo in cresta transitando sulla Cima delle Pozzette (2132 m.), dove è collocata una croce in legno. A Bocca Tratto Spino inizia l’area occupata da impianti sciistici e ristoranti, (chiusi in estate). A questo punto inizia la parte meno interessante del tragitto, poiché occorre proseguire prima su strada sterrata che diventa poi asfaltata in almeno in due occasioni, ma per fortuna l’ultimo tratto prima del rifugio Altissimo, di erta salita, è nuovamente su sentiero e mulattiera di tipo militare. In questo rifugio si può prenotare telefonicamente e una mezza pensione costa 39 euro (soci CAI). Da qui è possibile salire la cima vera e propria dell’Altissimo (2079 m.) e soprattutto visitare tutta l’area circostante il rifugio, così carica di storia grazie alla presenza di trincee, cunicoli vari e tutte opere atte alla difesa militare. Il rifugio stesso è stato risparmiato e riaperto l’anno dopo la fine del conflitto.

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