Data21/06/2026
LuogoCanè di Vione
Difficolta’EE – A – I+ – F+

Da Canè si oltrepassa il centro e la chiesa del paese, proseguendo lungo via Cima Bles, sino ad arrivare ad un ponticello sopra il torrente e quindi all´imbocco della strada forestale che conduce alla località Cortebona . Leggere bene il cartello posto al suo imbocco, in quanto ha delle limitazioni orarie per il suo transito. Imbocchiamo quindi la suddetta strada, ed in circa 40 minuti giungiamo a Cortebona dove si trova una casa della forestale ed un´area pic nic.
Ci si incammina per la stradina di fondovalle per abbandonarla quasi subito infilando a destra, in prossimità di una fontana, un sentiero . Da qui il sentiero parte ripido e non mollerà sino alla vetta. Il sentiero si alza nel bosco e giunge a due piccole costruzioni, ove troviamo delle indicazioni ed il sentiero si biforca: a dx si proseguirebbe per la Malga Coleazzo, noi invece teniamo la sx, seguendo le indicazioni sul masso, sempre giallo e blu, che ci indica la nostra destinazione. Si prosegue seguendo sempre l´evidente traccia, si giungerà ad un´altra biforcazione, ove terremo sempre a sx, sino a pervenire ad un´ampia radura dove si trova un grosso masso, con sasso segnaletico indicante la direzione da seguire. Da qui in poi non vi saranno più sassi segnaletici, la traccia sarà indicata solo da ometti e bolli rossi. Proseguiamo quindi lungo l´evidente traccia erbosa lungo il ripido vallone sino a pervenire ad un secondo vallone, ove si trova un altro masso enorme, anche questo detto Stol. Piegando leggermente a sx , seguendo gli ometti, puntiamo in direzione di questo secondo masso. La traccia si sposta sulla destra del masso, che quindi lasceremo alla nostra sx. Superato questo secondo vallone, giungiamo alla base della pietraia a circa 2650 metri di quota. Dai limiti della conca partono ben 4 canaloni che conducono ad altrettante bocchette: noi puntiamo a quello più a destra, indicato alla base da un paletto bianco (che vedremo man mano che ci avvicineremo al canalino). Procediamo quindi su sfasciumi, seguendo sempre gli ometti, proseguendo nella direzione del canalino. Raggiunto il paletto, mettiamo il caschetto e ci infiliamo nel canalone, iniziando la sua salita, che risulta abbastanza faticosa, per l´inconsistenza del fondo, fatto di detriti, sfasciumi e terriccio instabile. Man mano che si sale il canale si restringe e diventa più ripido. Si giunge così ad un´aspra bocchetta a circa 3000 metri di quota tra la Cima Nord e la Cima Est. Si prosegue a sinistra della bocchetta, su placche rocciose, facendo attenzione, e si arriva in pochi minuti alla caratteristica croce di vetta.

Compagno Di Cordata:ROBY,GIAN,

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *